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Giovani, moda e social: un'unione geniale

Nel corso degli ultimi anni, diverse aziende hanno trovato delle strategie vincenti per avvicinarsi al mondo dei giovani, al quale si riferisce con il termine “generazione Z”. In particolare, la generazione Z è circoscritta dal 1997 al 2012 e i suoi enti vengono anche definiti “millenials”. Questo termine, infatti, allude al loro modo di socializzare e di approcciare la realtà, che è fortemente influenzato dalla tecnologia, dunque l’avvento dei social network e, in generale, dell’internet.

Tra queste aziende, vi troviamo ad esempio Gucci, che, attraverso delle idee innovative e profondamente consapevoli della mentalità della nuova generazione, si è garantito il primato.

Diverse indagini, infatti, hanno rilevato che nei primi tre trimestri del 2017 il 55% delle vendite erano state attuate da consumatori sotto i 35 anni. Nel primo trimestre dell’anno successivo, ha avuto una crescita notevole, del 48,7%. É stata, inoltre, fatta un'indagine di recente su 6000 adolescenti americani, ai quali è stato chiesto quale fosse il loro marchio preferito. Da questa indagine, si è rilevato che Gucci era tra i primi dieci.

Questi dati ci affascinano senza dubbio ed è sicuramente curioso scoprire quali scelte del direttore, Alessandro Michele, abbiano determinato questo successo. In primo luogo, Michele ha compreso la fragilità dell’adolescente di oggi, caratterizzata da un grande bisogno di riconoscimento sociale. E quale modo migliore di cercarlo, se non attraverso un social media?

Pertanto, i capi che sono stati realizzati avevano proprio la finalità di venire straordinariamente bene in foto, sfruttando determinati accordi cromatici e mettendo in risalto il soggetto.

Inoltre Alessandro Michele, riconoscendo il ritorno della moda dei loghi, una reminiscenza degli anni 90’, lo ha sfruttato, massimizzando le vendite.

Infine, non sicuramente di minore rilevanza rispetto agli altri, vi è l’uso del cosiddetto “fattore star”, ovvero la pubblicizzazione dei prodotti attraverso delle figure di rilievo per il pubblico giovanile. Un esempio è Harry Styles, notoriamente un idolo delle adolescenti. Legata a questa scelta, vi è sicuramente un ulteriore intrinseco fattore psicologico. Facciamo l’esempio di un adolescente che acquista una cintura di Gucci, pubblicizzata da un personaggio famoso. Egli lo fa per incrementare, in una maniera del tutto metafisica, le sue possibilità di successo: dunque la cintura firmata lo porta sentirsi più simile alla celebrità.




Un’altra mente innovativa del mondo della moda è Franca Sozzani, ex direttrice di Vogue Italia. Una donna intelligente e colta, che ha sempre lavorato a stretto contatto con i fotografi, lasciando loro una libertà quasi assoluta. In questo modo, ha realizzato delle fotografie della moda creative e inimitabili. Nondimeno, realizzando delle campagne, ha trovato un modo per avvicinarsi al mondo dei giovani. Tuttavia, è riuscita a farlo in una maniera molto più intima, ovvero attraverso la denuncia delle loro sofferenze. Precisamente, durante la sua brillante carriera, Franca Sozzani ha denunciato diversi siti che promuovevano e idealizzavano l’anoressia e la bulimia. Ricordiamoci che il mondo della moda sovente è stato ritenuto responsabile di questi disordini psicologici. L’ex-direttrice, attraverso delle campagne, è riuscita a contribuire alla chiusura di diversi siti.

Inoltre, Franca Sozzani ha denunciato, attraverso la fotografia, altri tabù sociali, come la chirurgia estetica, la violenza sulle donne, il mondo black e le donne curvy.

Queste campagne hanno, ancora una volta provocato un avvicinamento dei lettori, vedendosi rispecchiati nelle sofferenze degli altri.


La totale evasione degli schemi e la denuncia sociale sono due strumenti straordinari con i quali il mondo della moda è riuscito non solo a massimizzare le vendite, poiché entrambi questi strumenti hanno dato luogo a dei best-seller, dai magazine di Vogue ai capi d’abbigliamento, talvolta anche eccentrici, ma anche ad emanciparsi da una condizione. Precisamente, il mondo della moda è sempre stato concepito come una ricerca della perfezione, che mirasse dunque a coprire certe velature. Tuttavia, essendo un’arte, in realtà svela e rivela quelle che sono le fragilità nascoste che caratterizzano ogni uomo. L’ex-direttrice di Vogue, attraverso la sua denuncia, è riuscita a rendere la moda un settore più tangibile, riflettendo la sua vera essenza.


Alessia R.